Baja di primavera – Duello Ventura – Codecà

CAMPIONATO ITALIANO CROSS COUNTRY

Vidor-Crocetta del Montello (TV), 1-3 marzo 2019

I campioni italiani 2018 stanno dando vita a una sfida epica sul Piave

Emozioni e spettacolo. Domani gli ultimi due giri in senso inverso

Vidor, 2 marzo 2019_La prima tappa dell’Italian Baja di Primavera si è chiusa con il netto predominio di Amerigo Ventura alla guida del Quaddy Yamaha Yzx 1000 R del Team Offroad, ma anche con l’orgogliosa difesa del campione in carica del tricolore cross country Lorenzo Codecà, spingendo al massimo il Suzuki Grand Vitara di Emmetre Racing, la longa manus di Suzuki Italia nel fuoristrada nazionale. Tre giri oggi sul tracciato di 24,48 km nel greto del Piave, zona Cava Bordin a Crocetta del Montello. Tre volte il più veloce Ventura (25’15’’, 24’16’’, 24’23’’) con il tubolare T3 a suo agio in ogni situazione nello stretto. Distacco totale di 2’52’’ per Codecà, senza risparmio di energie con il prototipo T1 ansimante ma tenace. Non ci fosse tra le ruote il torinese, campione dell’Italiano “una time” Side by Side, avrebbe corsa facile mister 9 scudetti, tanto più che il principale avversario delle ultime due stagioni ha visto stasera la sua Mini All 4 Racing salire sul carrello per tornare silenziosa a casa. Amareggiato Elvis Borsoi: “Un calvario fin da stamattina, motore che si spegneva continuamente e poi un crac del cambio”. 

SS1. “ET non gioca a nascondino”.Amerigo Ventura strepitoso nel primo giro in 25’15’’ con il Quaddy Yamaha Yzx, tutti gli altri a dannarsi l’anima. Ma contano le impressioni del momento: prima di sapere il tempone dell’avversario, era soddisfatto Lorenzo Codecà (26’50’’), nonostante l’ingrato compito di “spartiacque” partendo davanti a tutti con il Suzuki Grand Vitara ufficiale, dovendo scavare la prima traccia. “Scivoloso un sacco – dice al rientro all’assistenza – causa brina sull’erba. Però in generale siamo andati bene”. Poi a conti fatti il distacco di 1’35’’ annega l’entusiasmo: “Noi abbiamo un mezzo competitivo che pesa 2 tonnellate, loro un missile di 700 chili con 200 cavalli. Qui viaggiamo molto sullo stretto ed è un altro vantaggio per l’avversario”. Problemi per tutti con il sole in controluce e lavoro estremo per i tergicristalli. “Il nostro è andato in tilt e ci siamo dovuto fermare per pulire a mano il vetro il parabrezza” spiega Andrea Tomasini (34’21’’). Peggio è andato al suo “capitano” nel team Collodel, Elvis Borsoi (37’25’’), con la Mini All 4 Racing bloccata per minuti dentro una fangaia. Ritardi e penalità distribuiti a “pioggia” (tanto per restare in tema acqueo…), incredibile ma vero il terzo tempo assoluto di Sergio Galletti in 27’59’’ a 2’44’’ da Ventura, sebbene il suo Toyota Kand Cruiser (gruppo TH, ovvero scadute omologazioni) col passo lungo sia il meno adatto nello stretto: “Sono passato in prima marcia in un dedalo di curve e controcurve”. A comandare il T2 (derivati dalla serie) e Suzuki Challenge il Grand Vitara di Andrea Luchini, 29’02’’ (quinto tempo assoluto) con margine di 1’31’’ sui cugini Trivini Bellini, Alessandro e Marco, e di 1’55’’ su Alfio Bordonaro, limitato da un guasto a un differenziale. Ko il Quaddy Yamaha di Nicolò “Alga-rotti” (e così restiamo in tema liquido), causa cedimento del cambio. Un vero peccato perché è mancato l’unico riferimento attendibile per capire il passo di Ventura, ma forse riesce a partire nella seconda tappa. 

SS2. “Chi va piano, va sano e …”.I primi due sono gli stessi, con Ventura (24’16’’) a razzo che nemmeno lui sa qual è il limite (“ora che si è asciutto non ho capito quanto si può accelerare e ho fatto un paio di dritti”), e Codecà (25’06’’) capace di limare 1’44 mettendo in croce il suo nuovo naviga Mauro Toffoli (“adrenalina pura, devo abituarmi a un ritmo gara forsennato”). Stavolta è Claudio Petrucci a firmare il terzo tempo (25’30’’) mostrando chiari progressi di confidenza con l’Usuzu D-Max. Funziona però la strategia di non forzare su di un percorso micidiale per la variabilità delle situazioni. Galletti con la sua “Cruiser corriera” è quarto (26’45’’) e conserva la terza posizione provvisoria dietro a Ventura e Codecà, davanti a Manuele Mengozzi e Petrucci. Stupisce anche la prestazione di Roberto Bozano (26’47’’), quinto tempo di settore, considerato che sul Can Am Maverik è saltato il “trip” e ha guidato praticamente a vista con l’ausilio del navigatore Bruno Fedullo. L’arzillo driver genovese ora è sesto nella generale, davanti a Luchini (27’47’’) che conserva un buon margine su Bordonaro (27’35’’) nel T2 (1’43’’). Guai e lamenti per Borsoi, causa spegnimenti plurimi del motore della Mini, e Tomasini alle prese con uno sterzo durissimo e troppo ravvicinato che gli impedisce di stendere le braccia. Peggio per lo sloveno Darij Novak con un guasto al differenziale del Volkswagen Amarok, sperando di poter ripartire nella seconda tappa. “Abbiamo preso un colpo dietro che neanche ce ne siamo accorte” dice Margherita Lops, indicando il posteriore destro dell’Isuzu D-Max, ma il secondo giro è andato decisamente meglio (29’21’’ contro 31’01’’) e l’intesa nell’abitacolo si sta perfezionando. Soddisfatto anche Andrea Castagnera, ottavo provvisorio al debutto: “E’ vecchio ma non demorde il Nissan Patrol”. 

SS3. “Più vicini, più lontani”.Nel terzo giro Codecà è sceso fino a 24’50’’, quindi migliorandosi di 16’’. Ventura ha fatto 24’23’’, alzando di 7’’. Il duello di giornata si è chiuso con un divario di 2’52’’: in testa il Quaddy Yamaha in gran spolvero in un tracciato perfetto per le sue caratteristiche di agilità e potenza; costretto a correre in difesa il Grand Vitara Suzuki, orgoglioso e possente, ma frenato dai continui cambi di direzione. Terzo tempo (26’26’’) per Bordonaro, secondo un suo schema consolidato: prudenza, attenzione, spinta. Il catanese ha messo nel mirino il primato di Luchini (“sono andato troppo piano” ammette il garfagnino per il suo 27’20’’) nel T2 e nel Suzuki Challenge, 49’’ il distacco dal rivale a fine tappa, più che dimezzato rispetto a quello del mattino (1’55’’). Domani sarà duello al sole negli ultimi due giri in senso inverso. Graduatoria generale che vede ancora al terzo posto “virtuale” il Toyota Land Cruiser di Galletti a 7’29’’ dalla vetta, ma è un mezzo TH che fa classifica a sé. Idem per Bozano quarto a 9’37’’ con il Can Am Maverick. Quindi il terzo posto vero per il Campionato Italiano Cross Country è appannaggio di Luchini a 10’15’’, davanti al debuttante Castagnera con il Nissan Patrol a 10’54’’, e Bordonaro a 11'04’’ nel totale. Schizzato a 19’55’’ il ritardo di Petrucci, causa disavventura nel boschetto in mezzo ai guadi. “Siamo finiti sopra un albero con due ruote all’aria – spiega il driver romano – e non è stato semplice ricalare a terra l’Isuzu”. Sparita dai radar la Mini di Borsoi, in panne elettrica per l’intera giornata e poi con un guasto al cambio e tanti saluti alla Baja di Primavera. 

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